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Vado al Massimo. Cronache dall'Italia postmoderna

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Vado al Massimo. Cronache dall’Italia postmoderna

Luca Beatrice

L’immagine dell’orologio fermo sulle 10.25 del 2 agosto 1980 fu un colpo tremendo ai segnali di
ripresa del Paese dopo il decennio di piombo e di sangue. Eppure chi si trovava a Bologna, poco
meno di un anno prima, nel settembre 1979, aveva intuito nell’aria ancora calda la voglia di cambiare, di voltare pagina. Allo Stadio c’era il concerto di Patti Smith – la sera dopo avrebbe suonato a Firenze – tanto era il desiderio di musica che in due date partecipammo in centocinquantamila, me compreso che avevo compiuto diciotto anni e partii da Torino con il Morini tre e mezzo del mio amico Massimo. Di Patti Smith ascoltavo gli album, appuntavo i testi delle canzoni pieni di riferimenti alla beat generation e alla poesia in generale ma non sapevo niente del suo rapporto con Robert Mapplethorpe. Stiamo comunque parlando di un’artista di nicchia, una poetessa punk che passava al mainstream come buona parte del movimento così trasgressivo. Da quasi dieci anni nessuno era venuto dall’America o da Londra a suonare in Italia, insomma quei concerti acquisirono il significato di simbolica liberazione. A completare un weekend indimenticabile, a Monza la Ferrari vinse il mondiale F1 con Jody Scheckter – ma noi amavamo più Gilles Villeneuve, il ragazzo delle imprese impossibili. Nella strada verso casa ci ritrovammo a Milano, piazza Duomo gremita di bandiere
rosse con il cavallino al posto della falce e del martello. [...]
The image of the clock stopped at 10:25 on 2 August 1980 was a tremendous blow to Italy’s signs of recovery after the so-called ‘decade of lead and blood’. Yet those who were in Bologna in September 1979, just a little less than a year earlier, had sensed in the still-warm air that there was the desire to change, to turn the page. Patti Smith was in concert at the stadium; she was also due to perform in Florence the following evening. The desire for music was so great that a total of 150,000 people attended over the two evenings, myself included. I had turned eighteen and had travelled from Turin on my friend Massimo’s Morini 3 1⁄2 motorbike. I listened to Patti Smith’s albums and pinned up the lyrics of her songs, full of references to the beat generation and poetry in general, yet I knew nothing of her relationship with Robert Mapplethorpe. We are, however, talking about a niche artist, a punk poet who entered the mainstream along with a substantial part of the ‘transgressive’ movement. For almost ten years no one had come from America or London to perform in Italy; indeed those concerts assumed the significance of a symbolic liberation.
To complete that unforgettable weekend, Ferrari won the F1 world championship in Monza with Jody Scheckter (but we loved Gilles Villeneuve more, the boy of impossible feats). On the way home we found ourselves in Milan: Piazza Duomo was filled with red flags, but bearing the Ferrari pony rather than the hammer and sickle. [...]

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Year
2020
Cover
with flaps
Format
21 x 27
Pages
128
Language
Italian/English
ISBN 978-88-9397-022-8
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