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AI Weiwei - Il giardino incantato

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AI Weiwei – Il giardino incantato

Un'esposizione eccezionale nello storico edificio mantovano: le stanze saranno letteralmente “invase” dalle creazioni concettuali del Maestro cinese, come sempre provocatorie e sconvolgenti e che ci guideranno attraverso l'“incanto” per i mesi a venire. Ai Weiwei ha scelto l’Italia e la meravigliosa cornice di Palazzo Te per stupire ancora una volta il pubblico internazionale con la sua arte visionaria, spiazzante e pregna di rabbia e impegno civile che da anni, attraverso le sue opere e l’attivismo, lo vede impegnato in ambito sociale.
Non una semplice esibizione, ma un evento unico, un viaggio attraverso 46 opere inedite da lui composte appositamente per questa occasione, che verranno ospitate nelle scenografiche sale del Palazzo Rinascimentale che fu la residenza più prestigiosa della Signoria dei Gonzaga. Un’esposizione in bilico tra libertà d’espressione e diritti umani, genio ed eccesso, tradizione e modernità, che si confronta con il Rinascimento italiano in uno dei suoi monumenti simbolo, Palazzo Te, sfidando il paragone con le più impegnate forme d'arte contemporanea. La mostra “Il Giardino Incantato”, ideata da Origini, (di EBLand Srl, Presidente Paolo Mozzo), organizzata in collaborazione con il Comune di Mantova, è curata da Sandro Orlandi Stagl.
 
Ai Weiwei, nato a Pechino 57 anni fa, è tante anime in una: considerato tra i più importanti ed influenti artisti contemporanei, oltre che architetto, scultore, designer e fotografo è anche un blogger affermato e, soprattutto, un attivista per i diritti umani, estremamente critico con il governo cinese, di cui ha indagato e denunciato la corruzione al punto da essere incarcerato per poi vedersi negato il diritto di lasciare il paese. Una riflessione acuta, che non cade mai nella retorica, visionaria e in grado di disorientare sempre e comunque, è la cifra che scandisce la sua parabola di uomo e di artista. Opere concettuali che rivelano le doti di un grande comunicatore, che inchiodano lo spettatore e lo spingono a riflettere sulla realtà, per immaginare e realizzare quel cambiamento che Ai Weiwei da sempre sostiene e che traspira dalle sue creazioni. “Il giardino incantato", un luogo che si presta alla coltivazione dell'anima e dove, nel pieno della tradizione orientale, l'estetica è direttamente legata all'etica ed alla ricerca del pensiero spirituale, dunque un prezioso tassello per avvicinarsi un po’ di più all’universo in continuo fermento dell’artista dissidente per eccellenza; un’arte vissuta nel rispetto della tradizione cinese abbinato alla capacità di proiettarsi nella modernità e a una consapevolezza sociale e politica dalla quale Ai Weiwei, nonostante le infinite traversie, non vuole abdicare. Anche per questo, il pubblico cinese, che lo adora, lo ha soprannominato, giocando sull’omofonia dei caratteri, Ai Weilai, “Amare il futuro”. “Il Giardino Incantato”, diventa quindi la vera provocazione della mostra perchè è il luogo dove l'incanto alla fine sparirà: gli artisti, dopo averci esposto alla grande illusione, alla fine ci conducono al disincanto e a distinguere meglio etica ed estetica nella nostra società contemporanea.
 
 

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Anno 2015
Formato 23x27 cm
Pagine 208
Copertina brossura
Lingua Italiano/Inglese/Cinese

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