Carla Mura – architetture sensibili

Carla Mura tra evanescenza della visione e rigore
“Dall’inizio degli anni Duemila a oggi, la pittura aniconica in Italia (e, più in generale, in Europa) ha ripreso nuovo vigore, causa forse (anche) un po’ di stanchezza per forme di rappresentatività che tendevano fatalmente a tradursi in ‘genere’, vuoi in una rilettura, sebbene fortemente contemporanea, della tradizione novecentesca, vuoi in una pittura di figurazione con tendenze informali che, nella loro ripetitività, rischiavano spesso di sfiorare un virtuosismo un po’ stantio, vuoi in forme di pittura mediale, o di gusto analogico-digitale, che, nel loro carattere marcatamente tecnologico, finivano fatalmente per apparire precocemente datate. […] In questo scenario, il lavoro di Carla Mura rappresenta senz’altro un esempio, se non unico, certo raro e fortemente caratterizzato, di ricerca originale e omogenea, in grado di elaborare, con grande coerenza linguistica e una marcata sensibilità sul piano delle urgenze metodologiche, compositive e formali, una propria autonoma chiave di riappropriazione del reale attraverso il grimaldello di un materiale (nel caso specifico, il filo di cotone), che nel lavoro dell’artista è insieme mezzo e messaggio, forma e colore, segno e allegoria, strumento significante e compositivo dell’opera”.

Alessandro Riva

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Anno 2015
Formato 23x27 cm
Pagine 112
Copertina brossura
Lingua Italiano/Inglese/Tedesco

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