Eugenio Tibaldi – Seconda Chance

"Il percorso espositivo si apre con una cortina di perline, un velario traslucido, simbolo di passaggio da una condizione all’altra, da una vita terrena a una ultraterrena, dal passato al presente, dall’essere al non essere. I tintinnii delle perline, dipinte con smalti sintetici per la cosmetica delle unghie, risuonano al passaggio del visitatore come campanelli, come mantra, come preghiere nello spazio silente del museo. Il disfarsi della tenda al nostro passaggio e il suo ricomporsi sottolinea come l’apparenza mutabile delle cose sia in effetti immutabile. Reiterazione perpetua della possibilitа di avere una seconda chance. La frase, scritta in trasparenza con le perline, recita parzialmente così: “...Colui che pratica un credo politico, religioso o morale non sa o anche nasconde le vere ragioni per cui lo difende...” enunciando uno stato di incertezza ma soprattutto di incoscienza. L’ambiguitа del soggetto che “pratica” senza prendere una posizione definita, premette la possibilitа di sovvertire il proprio status e di cambiare credo politico, religione o moralità e, per similitudine, anche quello artistico. Tibaldi si riserva con questa frase la possibilità di un cambiamento e di mantenere aperta una “via di fuga”. Un’ altra frase, perentoria e definitiva, desunta da una poesia di Sante Notarnicola, uno dei componenti della banda Cavallero, trascritta all’interno di un’altra opera presente in mostra: “è tempo di darsi un progetto per il giorno perchè regga la volta del cielo”. Quindi “colui che pratica” deve anche “darsi un progetto” altrimenti la situazione di incertezza in cui vive potrebbe protrarsi all’infinito."

Andrea Busto

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Anno 2016
Formato 23 x 27 cm
Pagine 104
Copertina brossura
Lingua Italiano/Inglese

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