Giorgio de Chirico – Il ritratto – figura e forma

"Nel suo primo autoritratto, Giorgio de Chirico si pone l’interrogativo: “Et quid amabo nisi quod aenigma est?”, scrutando in tal modo, non soltanto il proprio aspetto fisico, ma la propria anima. Folgorato com’era dalla sua recentissima rivelazione della Metafisica, avvenuta a Firenze nell’autunno del 1910. Giorgio de Chirico si pone una domanda fondamentale sul percorso che seguirà la sua ricerca: “E cosa amerò se non ciò che è enigma?”. L’opera presenta un’impostazione spaziale del “ritratto alla finestra” di discendenza rinascimentale, con la domanda incisa su una cornice di legno dipinta nel primo piano. Tutt’altro che retorico, il quesito sembra occupare lo spazio mentale e fisico dell’artista ritratto di profilo, con la testa appoggiata sulla mano, nella posa meditativa assunta da Friedrich Nietzsche in una famosa fotografia. Un’altra cornice, nera, delimita lo spazio verso il piano posteriore. Solo il lato destro della tela rimane aperto, dove Giorgio de Chirico rivolge lo sguardo. Il cielo verde che fa da sfondo diventerà un elemento chiave della visione concettuale e anti-naturale della pittura metafisica a venire. Il dipinto sorprende non soltanto per la sua solida impostazione, ma anche per l’utilizzo di un insieme di codici di riferimento: pittura, scrittura, architettura e, nella ripresa dell’immagine di Nietzsche, anche fotografia [...]"
Katherine Robinson

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Anno 2013
Formato 23x28 cm
Pagine 192
Copertina brossura
Lingua Italiano/Inglese

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