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L'Uomo e l'Arte

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L’Uomo e l’Arte

Erica Ravenna

Laura Cherubini

L’uomo e l’arte: l’impulso a creare è tratto distintivo dell’essere umano. È anche attraverso la creazione artistica che si definisce il contesto sociale nel quale viviamo.
In questo anno difficile mi sono spesso chiesta se e in che modo l’arte possa ancora mantenere una funzione nel processo formativo di una società. Possa costituire un valore aggiunto in un tempo dominato dall’ansia di immediatezza e da un conseguente eccesso di semplificazione.
Il rapporto tra arte e realtà ha cambiato nel corso della storia più volte paradigma:
da un’arte rappresentativa ad un’arte che esprime la coscienza di “essere nella realtà”. Una coscienza che in quanto tale mantiene saldo il rapporto con le radici storiche attraverso le quali si è formata.
È di queste radici che vorremmo parlare attraverso questa mostra e di come costituiscano un riferimento fondamentale per gran parte dell’arte contemporanea non soltanto italiana.
La Storia nel suo complesso determina per definizione il carattere di una società.
Non si tratta di stabilire una supremazia culturale – alcune civiltà orientali affondano le loro radici in tempi ancor più antichi dei nostri – ma penso sia possibile parlare di una “gestalt” che permea attraverso i secoli il nostro fare artistico e di come questa abbia contribuito a formare un’identità culturale propriamente europea e occidentale di cui è importante non perdere la consapevolezza in un’epoca dominata dalle tecniche di comunicazioni di massa e dalle facili contaminazioni.
Da questo punto di vista credo sia sottovalutata l’importanza degli artisti italiani del secondo dopoguerra e la loro influenza nell’ambito dell’evoluzione dei nuovi linguaggi fino ai giorni nostri, anche a livello internazionale.
La riapertura di un nuovo spazio con questa mostra, nella drammatica congiuntura che abbiamo vissuto quest’anno a livello globale rappresenta per me la sfida di rilanciare, consapevole che operare in un settore così vitale come quello della cultura implica una responsabilità. Proprio come la galleria e la rivista fondate da Bruna Soletti a Milano nel 1971 – dal nome delle quali abbiamo preso
in prestito il titolo di questa mostra – l’idea è quella di rafforzare la galleria come spazio di produzione culturale. Un luogo di aggregazione che favorisca anche scambi e confluenze tra i diversi linguaggi, nell’obiettivo di mantenere attivo un coinvolgimento che possa riaffermare il senso “politico” del fare arte.
Erica Ravenna

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Anno
2021
Copertina
cartonato
Formato
19 x 25
Pagine
64
Lingua
Italiano
ISBN 978-88-9397-043-3
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