Michele Zaza

 Il corpo non è un oggetto organico su cui esercitare ogni potere, 
ma un territorio delle possibilità del mondo
Michele Zaza, 2007
 
 
Non sempre guardando le opere di Michele Zaza si comprende il senso delle immagini di cui sono costituite o il significato dell’insieme.
Ma sempre, o quasi, si avverte qualcosa.
Un colpo, una suggestione, un’allusione, un ricordo forse.
Il linguaggio scelto da Zaza è semplice e complesso contemporaneamente.
Semplice perché è fatto di pochi elementi noti e complesso perché l‘uso e la combinazione di e tra questi è insolita.
Si tratta per lo più di immagini fotografiche. Il suo lavoro però non si limita allo scatto o all’inquadratura, parte dall’idea, alla quale segue spesso un progetto, poi la costruzione di un set e infine l’esecuzione della foto che, sin dall’inizio, era scattata dall’artista, da un familiare o da un amico fotografo; un ruolo che era ed è tutt’ora interscambiabile.
La reiterazione dello stesso elemento o della stessa scena trasforma poi le immagini in icone, di fronte alle quali si apre lo spazio della nostra coscienza e anche quello del nostro inconscio.
 
(dal testo della curatrice Angelandreina Rorro)

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Anno 2014
Formato 21,5x21,5 cm
Pagine 96
Copertina brossura
Lingua Italiano

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